RELAZIONE DI
PRESENTAZIONE
(“1° CONCORSO INTERREGIONALE
D’ORGANO
“Padre Serafino dalla Salandra”
(Dicembre
2007)”)
Sede di svolgimento Comune
di Salandra (MT)
Data/Periodo di svolgimento, Dicembre
Ambito territoriale interessato SALANDRA e Comuni limitrofi.
Bacino d’ utenza/Target dell’ iniziativa circa 20.000
persone
(Obiettivi
dell’ evento)
Il progetto viene realizzato con lo scopo di valorizzare
Salandra,con una attenzione particolare nel coinvolgimento
e per farlo diventare un appuntamento unico nel suo genere in
Basilicata,essendo l’ organo uno dei più vecchi d’ Italia.
Modalità e strumenti di riscontro degli obiettivi
1° CONCORSO INTEREGIONALE D’ORGANO
“Padre Serafino dalla Salandra”
(Dicembre 2007)
REGOLAMENTO
L’Associazione culturale “Pro
Loco Salandra indìce il 1° Concorso Interegionale d’Organo “padre
serafino da salandra”, intitolato al Padre
Francescano, ispiratore della Commedia Sacra “Paradiso Perduto”.
1)
1) Il
concorso si effettuerà Dicembre
2007 nel Convento di Sant’ Antonio
a Salandra.
2)
2) Potranno
partecipare alla competizione organisti di
nazionalità Italiana che alla data del 31/12/2007 non abbiano compiuto
il 25° anno di età.
Iscrizione:
3)
3) Possono
accedere al Concorso gli organisti che entro lunedì
3 Dicembre 2007 avranno fatto pervenire all’indirizzo dell’Associazione
culturale “Pro Loco Salandra (Ufficio postale –di Salandra (MT)) i
seguenti documenti:
- domanda di partecipazione, completa in ogni sua parte;
- curriculum vitae sintetico
(ca. 10/15 righe), in italiano ;
- copia della ricevuta di Euro 10,00 (Quota associativa 2007 -
Iscrizione al Concorso d’organo);
- fotocopia fronte/retro della carta d’identità in corso di validità
.
- elenco dei brani scelti per la prova finale.
4)
L’iscrizione al concorso comporta il versamento all’Associazione
culturale “Pro Loco Salandra” di
una quota non rimborsabile di Euro 10,00 (dieci/00), spese bancarie escluse, da
effettuarsi con la seguente modalità:
- versamento su conto
corrente Causale del versamento:
“Quota associativa 2007 - Iscrizione al Concorso d’organo”.
5)
L’iscrizione al Concorso comporta l’accettazione incondizionata del
presente Regolamento.
Svolgimento
delle prove:
6)
Il concorso si articolerà in due prove:
(a) prova eliminatoria, con esecuzione del brano d’obbligo: Dietrich
Buxtehude, Preludio, fuga e ciaccona
in Do maggiore, BuxWV 137;
(b) prova finale, con esecuzione di un programma libero scelto dal
concorrente (della durata non inferiore ai 20 minuti e non superiore ai 30) che
includa più composizioni (di cui almeno una con pedale obbligato) di autori
italiani e/o tedeschi dei secoli XVI, XVII e XVIII. Tale programma NON dovrà
contenere il brano eseguito nella prova eliminatoria.
7)
Il calendario delle prove del concorso, come quello relativo alle prove
sull’organo del concorso, verrà stabilito dall’organizzazione del concorso
in base al numero dei partecipanti.
8)
Ogni concorrente, prima della propria esecuzione, dovrà esibire alla
Commissione giudicatrice un documento di identificazione e produrre, solo per la
fase finale, due copie dei brani musicali che eseguirà.
9)
Ciascun concorrente potrà avvalersi di non più di due registranti (da
lui individuati, e a suo totale carico), che potranno fare anche da
volta-pagine.
Premi:
10)
Il vincitore del I Premio assoluto del Concorso (punteggio 100/100) terrà
due concerti, da effettuarsi (2008) dell’Associazione culturale “,Pro
Loco Salandra ,l’altro presso la sede della Provincia ,con Compenso di
Euro 700,00.
11)
Non sono previsti ex-aequo per l’assegnazione del I Premio assoluto.
12)
I vincitori del I Premio (punteggio 95-99/100), del II premio
(90-94/100), e del III premio
(85-89/100) riceveranno il diploma onorifico.
13)
I concorrenti ammessi alla prova finale riceveranno un attestato di
merito.
14)
Tutti gli altri partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.
15)
I riconoscimenti saranno consegnati da Uomini delle istituzioni.
Giuria:
16)
La Commissione giudicatrice, nominata dall’Associazione culturale “Pro
Loco Salandra” di Salandra, sarà composta da un numero dispari di
componenti, da maestri d’ organi e musicisti di fama nazionale, non saranno
inferiore a tre
17)
I membri della Commissione giudicatrice non possono fare né da
volta-pagine né da registrante per nessun concorrente.
12) I verdetti della
Commissione giudicatrice sono inappellabili.
L’Organo
L'organo
presenta una cassa di risonanza con facciata a cinque campate secondo gli schemi
classici dell'organaria rinascimentale.
Le
canne di mostra comprendono quasi per intero il registro del Principale.
Il secondo e il quarto campo sono sormontati da "organetti morti".
Tastiera di 45
tasti con prima ottava scavezza, con tasti diatonici ricoperti in osso con
frontalino in liste affiancate di palissandro/bosso/palissandro e cromatici in
ebano con inserto longitudinale in osso. Manufatto probabilmente inserito nel
diciottesimo secolo a sostituzione della precedente tastiera di estensione
diversa.
Pedaliera a
leggio di 8 tasti.
Registri
comandati da pomelli in ottone tornito, disposti su file verticali al lato
destro della tastiera secondo la seguente disposizione:
Voce umana
Flauto in XV
Principale
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
Tiratutti
Zampogne (due
canne) su somierino a parte
Tiratutti a
pomello con duplicazione del comando mediante pedaloni lignei.
Voce umana a
partire dal Do3
Somiere maestro
a tiro, in noce, diviso in due sezioni con 9 stecche per il comando dei
registri, riunite al centro mediante graffe di ferro battuto. Successione, a
partire dalla facciata: Principale; Voce Umana; Ottava, Flauto in XV, XV; XIX;
XXII; XXVI; XXIX.
Crivello in
legno.
Somiere della
Basseria posto sul retro, con nove canne di legno dell'ordine di 16 piedi
aperte, costruite in legno di cipresso. L'estensione eccede quella della
pedaliera e la nona canna (Do2) è azionabile unicamente dalla tastiera.
Manticeria
composta da tre mantici a libro con azionamento manuale mediante stanghe,
affiancati a pavimento e posti al lato sinistro della cassa.
Elettroventilatore
con valvola
Accordatura
secondo il temperamento del tono medio. Corista: La= 405,5 Hz, rilevata alla
temperatura ambiente di 26,5° C e con un tasso di umidità atmosferica del 56%.
Pressione d'aria di 45 mm. alla colonna d'acqua.
Segreteria
del Concorso:
Pro Loco Salandra
(www.prolocosalandra.it)
Per ulteriori informazioni: Ing. Giannini Antonio
CULTURA Percorsi d’Arte
“Salandra”
Dalla Pro Loco Salandra
Secondo il Racioppi, il toponimo proviene dal fiume Salandra che,
nel medioevo,
assunse la forma diminutiva di Salandrella per distinguerlo dal
paese omonimo. Per alcuni storici pare che Salandra sia stata l’antica Alicantro
menzionata da Plinio il Vecchio e da Strabone e il toponimo sia derivato da calandra,
uccello simile alle allodole che dimora a stormi vicino al fiume Basento.
Salandra si trova menzionata nel 1060 nella bolla che il Papa
invia a Pietro, vescovo di
Tricarico. Nel 1119 fu donata dalla contessa Emma Maccabeo al
Monastero di S. Michele
Arcangelo, in Montescaglioso. Nell’epoca angioina appartenne a
Filippo della Lagonessa. Si susseguirono i Sanseverino, Tiberio Caracciolo,
Margheritone Loffredo e i Revertera.
CULTURA Itinerari del Sacro
Nel 1595 nasce a Salandra Padre Serafino, autore della tragedia
“Adamo Caduto” che, secondo molte fonti letterarie, fu d’ispirazione a
Milton per il suo poema “Il Paradiso Perduto”.
Nel 1732, nel letto del torrente Salandrella, furono rinvenute le
famose Tavole di Heraclea, che testimoniano l’esistenza dell’importante città
greca sulla costa ionica. Nel 1799 partecipò all’insurrezione repubblicana
che costerà l’esilio ai suoi capi.
Nel 1857, Salandra fu colpita dal terremoto che causò gravi
danni e nel 1860 un drappello di salandresi s’unì alle truppe garibaldine e
combattè sul Volturno. Nel 1861 fu saccheggiata dalle bande dei briganti,
guidate dal generale spagnolo José Borjes e da
Carmine Crocco Donatelli.
Del Castello, costruito probabilmente nel XII secolo, restano ruderi:
poche mura e due arcate. Il Municipio ha sede nell’ex Convento dei
Padri Francescani Riformati, fatto costruire da Francesco Revertera. Realizzato
in trent’anni (1543-1573), come risulta dall’iscrizione incisa sul portale,
è ad impianto quadrangolare con un bellissimo chiostro
in mattoni di cotto
con volte a crociera che poggiano su pilastri; al centro spicca
una cisterna sormontata da due colonne doriche che reggono un
elegante cornicione.
Nella sala dell’ufficio tecnico comunale si può ammirare
il cinquecentesco affresco della Deposizione con San
Francesco e Sant’Antonio, realizzato da ignoto frescante meridionale
della scuola del Ferro. La Croce, la Madonna e il paesaggio sovrastano le figure
del Cristo e delle pie donne e stabiliscono unità di tempo e di luogo, secondo
l’estetica del Cinquecento.
La Chiesa di Sant’Antonio, annessa al convento, reca
sul portale archivoltato, con semicolonne che sorreggono la
trabeazione, la data 1573; alla base lateralmente ci sono due
piccoli leoni in pietra di stile romanico e nella parte superiore, in
piccole nicchie, sono sistemate tre sculture in pietra: Cristo, San
Francesco e Sant’Antonio.
CULTURA Percorsi d’Arte
L’interno, ad unica navata con volta a botte lunettata, mostra
lungo le pareti perimetrali altari settecenteschi, ricchi di stucchi barocchi.
Sull’altare maggiore in legno dorato con incorniciatura a stucchi, si nota
l’ancona, ottenuta nel XVII secolo unendo il polittico di Antonio Stabile, di
Potenza e due tele di Pietro Antonio Ferro, di Tricarico.
Il polittico di matrice raffaellesca (1580), in tredici comparti
racchiusi in un impianto ligneo intagliato ed ornato da racemi e colonne,
raffigura al centro in alto la Trinità dentro una mandorla
delineata da una nuvola su cui spiccano quattro cherubini: in alto Dio Padre è
in atteggiamento benedicente, il Cristo è inchiodato alla croce e la colomba è
appollaiata sul braccio superiore della croce. Ai due lati sono rappresentati
l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunziata.
Nella parte centrale c’è l’Immacolata (in tunica rosa e manto
azzurro, in una nuvola ovale con simboli e cartigli) e ai lati si trovano San
Francesco e Santa Chiara; sulla predella gli apostoli.
A destra e a sinistra del polittico
ci sono le tele dipinte ad olio di Pietro Antonio Ferro: Madonna
col Bambino e Santa Maddalena. Da ammirare sulla parete
sinistra il bellissimo polittico
dell’Annunciazione, dipinto su tavola nel 1520 da Simone da
Firenze, già nella chiesetta dell’Annunziata. In alto è raffigurato l’Eterno
Padre, al centro c’è l’Annunciazione fiancheggiata da
S. Girolamo, S. Pietro, S. Paolo, S. Giovanni Battista; nella predella ci sono Cristo
e gli Apostoli. La pittura è densa e corposa e le figure dei santi
sembrano libere di muoversi nello spazio, sulla scia della maniera raffaellesca.
Ancora a sinistra si notano il gruppo scultoreo: Crocifisso,
Madonna Addolorata, S. Giovanni ed angeli, forse di frate Umile di
Petralia e l’affresco raffigurante Madonna con Bambino e santi.
Sulla parete destra, nella lunetta, il dipinto della Madonna
con Bambino e Angeli appartiene a Pietro Antonio Ferro ed
è una delle opere più belle del pittore di Tricarico.
Completano l’arredo artistico alcune tele di scuola napoletana
e sculture lignee del Seicento e del Settecento, e l’organo con canne in legno
di cipresso.
In sacrestia si trova un elegante armadio del 1637, in noce
lavorato.
Poco distante è ubicata la Chiesa di San Rocco.
L’interno, a tre navate, conserva una scultura lignea di San Rocco del XVII secolo, proveniente dalla
chiesa del convento e
una Madonna in
pietra del XIV secolo, proveniente dalla chiesa dell’Annunziata. L’artista
mostra in quest’opera di essere al corrente delle tesi umanistiche e del loro
sviluppo in campo figurativo: i contorni della figura sono nettamente delineati,
con larghe curve che accompagnano e rilevano i risalti plastici che sono
attenuati e condotti ad una modulata convessità della superficie entro i limiti
lineari, per dar luogo alla continua diffusione della luce.
Nel centro storico si trova la Chiesa Madre della SS.
Trinità, costruita intorno al 1000. Nel tempo ha subito
varie trasformazioni. È costituita da tre chiese sovrapposte
risalenti all’Alto Medioevo, al Tardo Medioevo e al Seicento.
Sarebbe opportuno recuperarle almeno dal punto di vista monumentale. L’interno
a due navate, mostra l’altare maggiore in marmo policromo con
due angeli laterali. Sulla parete destra, sull’altare, in una
nicchia decorata con angeli e corona si nota la statua lignea del
Settecento raffigurante l’Immacolata con Angeli, di
scuola napoletana.
Nella cappella del Sacro Cuore in una piccola nicchia
c’è un San Michele del
Seicento, mentre in una nicchia della navata destra è
custodito il busto reliquario di San Castolo, patrono del paese.
Nel centro storico, situato nella parte più alta del
centro abitato, si notano i ruderi del castello medioevale, vicoli e
vicoletti, strade e stradine, piazzette, scalinate, stretti cunicoli, sottopassaggi
(il tutto ben ripavimentato recentemente), modeste case e cantine.
Si notano pure ricche costruzioni, come i palazzi Spaziante e
Gerbasio. Interessante il battaglio
di uno di questi palazzi gentilizi, vero capolavoro di
ferrobattuto
sia per la cesellatura sia per l’invenzione della forma.
Nella chiesetta di S. Maria l’Arabita, sempre nel centro
storico, si conserva un trittico (databile fine Cinquecento, inizi Seicento)
d’ignoto pittore lucano, raffigurante nella lunetta una Madonna
Annunziata
inginocchiata
su un inginocchiatoio con un libro aperto, l’Arcangelo Gabriele e
una colomba. Nella parte centrale è dipinta la Madonna
Galattotrophousa con Bambino ed intorno sono raffigurati S. Giovanni
Battista, S. Pietro da Verona martire, S. Domenico di Guzmàn. In basso a
sinistra si nota la committente dell’opera, forse un’antenata della famiglia
Gerbasio, proprietaria della cappella.
La zona medioevale termina in Piazza Marconi, ove convergono le
vie: Risorgimento, Maresciallo Saponara e il Corso Vittorio Emanuele. Se il
cielo è terso, Salandra offre un panorama meraviglioso che domina la foresta
Gallipoli-Cognato e i paesi circostanti fino alle Dolomiti Lucane.
BIBLIOGRAFIA
Anna Grelle Iusco, Arte in Basilicata, Roma, De Luca
Editore, 1981.
Raffaele Miglionico, Salandra - Dalla colonizzazione greca
all’unità d’Italia -, Matera, Arti Grafiche Liantonio, 1990.
Raffaele Miglionico, L’Arte religiosa a Salandra -
Francescani e Domenicani -, Matera, Altezza Tipografia, 2001.
Consiglio Regionale di Basilicata, Itinerari del sacro in
Basilicata, Villa D’Agri (PZ), 1999.
La chiesa del
Convento di S.Antonio in Salandra, edificata nel 1542, ospita un organo di
inestimabile valore storico-artistico.
Collocato sulla cantoria posta sulla porta maggiore, l'organo è racchiuso in
una pregevole cassa di risonanza a struttura tipicamente cinquecentesca, con
prospetto a cinque campate e ad organetti morti.
La cassa, finemente intagliata, dorata e dipinta con motivi e colori analoghi a
quelli della cantoria, è divisa orizzontalmente e verticalmente a mezzo di
liste in riquadri decorati a motivi geometrici, entro cui sono allogate le
canne.
Nei due riquadri laterali è riprodotto lo stemma dei Revertera, signori di
Salandra, formato da tre tondi intervallati da due fasce.
In alto la cassa è delimitata da un architrave ornato con motivi arabeschi e
sormontato da un cornicione su cui vi è l'iscrizione lacunosa "...US MEUM
LEV..."; al centro dell'architrave, nel cartiglio posto sulla testa di un
mascherone, è incisa la data 1570, visibile anche sulla parte alta delle due
paraste laterali.
L'organo, che poggia su una base con volute laterali anch'essa decorata a motivi
floreali e con al centro l'immagine di Dio Padre, è di pregevole qualità e tra
i più antichi d'Italia che si conoscano con data certa.
L'organo
restaurato è stato presentato alla cittadinanza salandrese con un concerto
inaugurale che si è tenuto presso la chiesa del Convento di S.Antonio domenica
6 Dicembre 1998.
Il concerto è stato eseguito dal Maestro Organista Liuwe TAMMINGA.
Specifiche
dell'organo
L'organo
presenta una cassa di risonanza con facciata a cinque campate secondo gli schemi
classici dell'organaria rinascimentale.
Le
canne di mostra comprendono quasi per intero il registro del Principale.
Il secondo e il quarto campo sono sormontati da "organetti morti".
Tastiera di 45
tasti con prima ottava scavezza, con tasti diatonici ricoperti in osso con
frontalino in liste affiancate di palissandro/bosso/palissandro e cromatici in
ebano con inserto longitudinale in osso. Manufatto probabilmente inserito nel
diciottesimo secolo a sostituzione della precedente tastiera di estensione
diversa.
Pedaliera a
leggio di 8 tasti.
Registri
comandati da pomelli in ottone tornito, disposti su file verticali al lato
destro della tastiera secondo la seguente disposizione:
Voce umana
Flauto in XV
Principale
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
Tiratutti
Zampogne (due
canne) su somierino a parte
Tiratutti a
pomello con duplicazione del comando mediante pedaloni lignei.
Voce umana a
partire dal Do3
Somiere maestro
a tiro, in noce, diviso in due sezioni con 9 stecche per il comando dei
registri, riunite al centro mediante graffe di ferro battuto. Successione, a
partire dalla facciata: Principale; Voce Umana; Ottava, Flauto in XV, XV; XIX;
XXII; XXVI; XXIX.
Crivello in
legno.
Somiere della
Basseria posto sul retro, con nove canne di legno dell'ordine di 16 piedi
aperte, costruite in legno di cipresso. L'estensione eccede quella della
pedaliera e la nona canna (Do2) è azionabile unicamente dalla tastiera.
Manticeria
composta da tre mantici a libro con azionamento manuale mediante stanghe,
affiancati a pavimento e posti al lato sinistro della cassa.
Elettroventilatore
con valvola
Accordatura
secondo il temperamento del tono medio. Corista: La= 405,5 Hz, rilevata alla
temperatura ambiente di 26,5° C e con un tasso di umidità atmosferica del 56%.
Pressione d'aria di 45 mm. alla colonna d'acqua.