"UNA PERLA DELLA BASILICATA"

"O Salandra , ora che ho finito di parlare della tua storia , delle tue glorie , delle virtù del tuo popolo , delle bellezze incomparabili del tuo paesaggio , e inoltre dei sacrifici e dei travagli da te sofferti durante la tua ultra millenaria storia , affrontati sempre con indomabile e fiera dignità , ti prego di accettare questo lavoro benevolmente , anche se scritto da un modesto tuo figlio , nella speranza che altri possa continuarlo e arricchirlo di quanto a me sfuggito per mancanza soprattutto di fonti . Ti prego , anche , o diletta Salandra , di serbare per me un posticino nel tuo grande cuore , onde il mio sonno eterno , all'ombra dei tuoi fronzuti cipressi , accanto ai miei cari , possa esser men duro , nell'attesa che le trombe celesti mi richiamino dal sonno della vita eterna , da Cristo promessa ai suoi eletti..."

Così è stata definita Salandra da DANIELE RAGONE , che , nel 1982 , ha dedicato un intero libro al suo paese natìo .

 


SALANDRA

m.598 s.l.m. - Abitanti 3.190 - Distanze : da Matera Km  57 - da Potenza Km 72 .


 

SALANDRA (MT)

Salandra , arroccata con i ruderi del suo castello medioevale e la sua chiesa ultra millenaria sul colle che la ospita , si estende da un lato lungo la valle del torrente Gruso , con le contrade della Piantata , "Pianto Marino" e il "Giardino" , zona occupata da uliveti , alberi da frutta , querce , e il "Lombone" , definito "il granaio di Salandra" . Dalla parte opposta , invece , si affaccia sulla valle della Salandrella con strapiombi formati da calanchi di argilla , detti in dialetto "cintoli" , su cui non c'è il minimo germoglio , sottoposti ai cambiamenti morfologici degli eventi atmosferici . 

    

COME ARRIVARE A SALANDRA

 

Da Potenza S.S.407 Basentana direzione Matera - Uscita Salandra Scalo.

Da Matera S.S. 7 direzione Ferrandina-Pisticci - Svincolo S.S. 407 Basentana direzione Potenza - Uscita Salandra Scalo.

Ferrovia Linea Taranto-Roma - Scalo Salandra-Grottole.

 

 

 

Si sa con certezza che Salandra è una cittadina antica. Ancora oggi , però , nulla si sa delle sue origini e perché porti questo nome. Ciò che si sa sono solo frammenti di ipotesi e supposizioni . Molti concordano che il suo nome derivi dalla Salandrella , che vi scorre a qualche chilometro di distanza . Non manca però chi sostiene che derivi da "Calandra" , l'alauda contrix , uccello dei passeracei affine alle allodole , che si era stanziato a stormi nel territorio denominato "Lombone" , lungo il fiume . Questa tesi è confortata dall'antico stemma di Salandra , costituito da un'oca acquatile in campo azzurro , imbeccata e membrata d'oro . Attualmente , però , il Comune di Salandra si orna di un altro stemma che presenta due sciabole in croce di Sant'Andrea , con le punte conficcate nel greto di un fiume , il tutto posto sopra un gruppo di colline moventi dal fiume stesso ; è circondato da rami di quercia e di olivo sormontati da una corona . Nell'archivio municipale di Salandra , però , non sono reperibili gli atti deliberativi che riguardano l'adozione di questo stemma , nè tantomeno si conoscono i fatti storici che hanno determinato il cambiamento di stemma .

LA STORIA:

E' certo che Salandra è sorta sulle rovine di una città della Magna Grecia : lo testimoniano i vasi rinvenuti nella piana di San Giovanni e di Sant'Angelo o le tegole quadrate del tetto della Chiesa del Convento . Le prime notizie dell’esistenza di Salandra le ritroviamo in una bolla del 1060 con cui il Papa ordinava al vescovo di Tricarico di passare dal rito greco a quello latino, in tale bolla veniva nominata Salandra.

Nel 1119 il feudo di Salandra fu concesso in donazione dalla contessa normanna Emma Maccabeo e suo figlio Ruggiero al monastero di San Michele Arcangelo di Montescaglioso. La donazione venne riconfermata ai monaci benedettini con una bolla del 1124 dalla regina Costanza, figlia del re di Francia e moglie di Boemondo di Antiochia, dopo che questa venne liberata dalla prigionia di Alessandro, conte di Matera, che si era ribellato, e reintegrata nei suoi possessi (dietro intercessione di Papa Callisto II).

Nel Registro dei baroni, compilato tra il 1154 e il 1168 (il censimento di militi o gente atta alle armi che i feudi potevano fornire al sovrano), Salandra risulta appartenere alla Contea di Montescaglioso, di cui all’epoca era vassallo Guglielmo De Caro,Signore di Salandra. Questa era tenuta a fornire tre militi alla corona (tre cavalieri armati con lancia, ognuno accompagnato da due fanti).

Dall’elenco dei baroni di Federico II sappiamo che nel 1235 Salandra era proprietà di Giliberto da Salandra. Con gli angioini furono signori di Salandra: Filippo della Lagonessa; Adimaro di Luco, Giustiziere di Basilicata nel 1296 (e successivamente di Terra d’Otranto), e Ruggiero di Sangineto, conte di Cirigliano. Il feudo rimase proprietà della famiglia di Sangineto fino al 1381, anno della morte di Giovanni, la cui figlia, Margherita, portò tutti i beni paterni in dote a Vencislao Sanseverino, conte di Tricarico.

Nel 1485 Antonello, principe di Salerno, a causa del suo contegno insolente nei confronti di Ferrante d’Aragona, che gli mosse contro una vera e propria guerra, fu privato di tutti i suoi feudi.

Nel 1457 Federico d’Aragona farà dono di Salandra a Dionigi Asmundo, suo segretario, in cambio della Bagliva di San Severo.

In seguito alla capitolazione d’Atripalde,con l’avvento del Cattolico nel 1505, Salandra fu restituita ai principi Sanseverino.

Nel 1517 fu venduta a Tiberio Caracciolo per 300 ducati, con patto della ricompera. Nel 1535 il feudo fu acquistato da Margheritone Loffredo. All’epoca (1532), Salandra comprendeva 206 “fuochi”, circa mille abitanti.

I principi di Salerno vendettero varie volte il feudo con il patto della ricompera.

Nel 1544 Salandra fu acquistato definitivamente da Francesco Revertera, luogotenente della Regia camera, per 14.500 ducati.

Nel 1573 egli fece erigere ed edificare dalle fondamenta , su autorizzazione del Pontefice Paolo III , la chiesa e il monastero dei Frati Minori Osservanti (che nel 1598 passerà nelle mani dei frati Riformati), come si legge sul portale.
Le offerte per la costruzione del convento furono sostenute anche dal popolo, il quale avrebbe voluto da solo provvedere alla fabbrica.

Il convento, inizialmente dedicato a Sant’Antonio da Padova, e poi a San Francesco, poteva ospitare venticinque frati, comprendeva un seminario per gli studenti di filosofia e teologia. Francesco donava 140 ducati annui per il vitto, il mantenimento agli studi e il vestiario dei frati.

In questo monastero fu istruito ed educato Padre Serafino da Salandra (1595-1656), Definitore di tutta la provincia di Basilicata, custode dell’ordine dei Riformati, letterato e poeta di fama. Autore della tragedia sacra in cinque atti, cinque cori e 54 scene , per un totale di 7.117 versi : l’Adamo Caduto , che Francesco Zigari da Paola, nel 1832, indicava tra le fonti del Paradiso Perduto  (The Paradise Lost) di Milton (tesi questa, riconfermata, circa un secolo dopo, dallo studioso Norman Douglas e non del tutto peregrina se si pensa che Milton e Padre Serafino frequentavano abitualmente a Napoli la casa del marchese Manso).

Nel 1614 fu concesso il titolo di duca di Salandra a Francesco Revertera, nipote del primo. Salandra  rimase possedimento dei duchi Revertera fino al 1805.

Nel 1656 fu duramente colpita dalla peste bubbonica. In questo periodo a Salandra, come in molti altri paesi della Basilicata, fu eletto patrono, insieme a San Castolo, San Rocco, il santo di Montpellier che aveva fama di taumaturgo. S. Rocco divenne unico Santo Patrono durante la peste dell’800.

Nel 1792 vi furono sommosse popolari contro i rappresentanti del potere governativo.Il primo aprile 1799 l’arciprete Silvestro Cattaneo, con Francesco Nicola Zizzania (condannato come reo di stato dalla delegazione de “visitatore generale” della provincia di Basilicata) promosse un’insurrezione popolare contro gli esponenti della borghesia conservatrice e costrinse a fuggire i componenti della Municipalità repubblicana, capeggiati da Ignazio Fiocca, rivelatisi improvvisamente fautori del ritorno della sovranità borbonica. Il 4 aprile Cattaneo, a capo delle forze popolari, respinse il primo attacco dei “municipalisti”, che avevano chiesto e ottenuto rinforzi da Ferrandina. Questi, nonostante la sconfitta, riuscirono egualmente a saccheggiare alcune case. I salandresi respinsero anche il secondo attacco dei ”municipalisti” e dei loro alleati ferrandinesi.

Dopo la caduta della repubblica partenopea, nella condanna per il Cattaneo, Zizzania e Zagaria si legge ”….benedissero l’albero della libertà. Lodatori della repubblica, dicevano che la medesima non faceva pagare i pesi. Svelto il primo, fecero piantare il secondo albero e scacciarono gli altri “municipalisti” per essersi pentiti e fatto ritorno alla sovranità. Fattosi capi insinuavano al popolo a resistere coll’armi alla mano alli sudditi fedeli come seguì con omicidi e altri eccessi. Il primo viene condannato a cinque anni di starregno, gli altri a tre anni di esportazione”.

Il 16 dicembre 1857 Salandra fu colpita dal terremoto che interessò tutta la Basilicata. La Chiesa Madre e le abitazioni riportarono gravissimi danni.Vi furono alcuni morti.

Nel periodo risorgimentale numerosi furono i patrioti salandresi, tra cui si distinse il giovane Celerino Spaziante. Durante la conquista dei garibaldini del Regno delle Due Sicilie, un drappello di Salandra mosse alla volta di Corleto Perticara, quando fu proclamata l’Unità d’Italia.
Tra quelli che seguirono Garibaldi una coraggiosa donna, la patriota Chiara Patanella. Gli insorti confluirono nella Brigata Lucana.
Durante l’assedio di Capua si distinse per eroismo il sedicenne seminarista salandrese Celestino Grassano, che ivi perse la vita durante un assalto.

Dopo l’Unità d’Italia Borjès arrivato in Italia per riconquistare il Regno al Sovrano Borbone, nella sua risalita dalla Calabria,  si fermò presso Salandra,  nella masseria dell’Arciprete Romaniello, con i suoi armati, prima di ricongiungersi a Crocco, nei boschi di Lagopesole.

Il 6 novembre 1861 il paese fu assaltato dai Briganti di Borjès e di Crocco. La guardia nobile e la guardia nazionale, armati di circa duecento fucili, riuscirono a resistere trincerandosi sul castello feudale, ma il popolino, ostile ai signori, apri un varco ai briganti i quali entrarono nel paese seminando morte e distruzione. I prigionieri del castello per lo più furono risparmiati, ma il paese e i suoi dintorni furono sottoposti al saccheggio e dati alle fiamme.

Il patriota Celerino Spaziante, catturato dai briganti mentre cercava di porre in salvo le donne della sua famiglia, fu trucidato in questa occasione.

Oggi l’antico convento dei Padri Riformati è diventato sede del palazzo comunale. Il portale settecentesco della chiesa annessa è stato abbellito, con due leoni romanici in pietra. Al suo interno, sull’altare maggiore, il polittico di Antonio Stabile da Potenza.
La lunetta sulla parte sinistra
(Madonna con bambino e Angeli) appartiene a Pietro Antonio Ferro. Lì si conserva anche il bellissimo Simone da Firenze del 1530 (L’Annunciazione), rinveniente dalla Cappella dell’Annunziata.

Nella parte alta del paese si conserva ancora il primo nucleo medioevale, con il Castello e l’antica Chiesa della Trinità (Chiesa Madre).


Una vecchia immagine di Salandra


Panorama attuale

MANIFESTAZIONI : Il programma estivo è imperniato sull' "Agosto Salandrese" , programmato e promosso dall'Amministrazione Comunale con la Pro-Loco e le altre Associazioni , nel corso del quale si tengono rappresentazioni teatrali all'aperto che hanno avuto inizio nel 2001 con la rappresentazione de "L'Adamo Perduto" di Padre Serafino da Salandra da parte del Teatro della Fede Gruppo dell'Arca di Grottaglie (TA) . Obiettivo della Pro-Loco è quello è quello di attuare , oltre alle stabili rappresentazioni teatrali , un progetto più ampio che va dal censimento e divulgazione delle opere d'arte religiose del Convento alla creazione del "Parco Letterario Padre Serafino da Salandra" . Vi si tiene inoltre la "Festa dell'Emigrante" , che si svolge in Piazza Marconi con la degustazione di piatti tipici salandresi quali la "capriata" (piatto povero della cucina contadina a base di un misto di legumi , grano cotto e l'aggiunta di pancetta affumicata) , formaggio pecorino , focacce , bruschette con l'olio d'oliva e pomodorini . Il programma estivo prevede anche mostre di artigianato e pittura di artisti locali , abiti tradizionali dei paesi della Lucania , sfilate in costume del '700 , musica da camera , serate danzanti , presentazioni di libri di poeti salandresi . A Natale viene realizzato a cura della Pro-Loco il Presepe Vivente con la deposizione del Bambino Gesù nella Capanna dopo la messa di mezzanotte ; vengono distribuiti nelle scuole , sempre dalla Pro-Loco , sacchetti di cioccolate , caramelle e panettoncini da parte di ragazzi e ragazze travestiti da Babbo Natale con l'accompagnamento di zampogne e sonagli , e vengono organizzate serate di intrattenimento per grandi e piccini con tombolate , karaoke , giochi di società . A Natale , inoltre , si tiene la "Pettolata" nel centro storico del Castello , con enormi pentoloni che friggono le "pettole" . A febbraio dal 2001 si tiene il "Carneval Show Salandrese" , con la realizzazione di carri in cartapesta e con la sfilata accompagnata dal gruppo dei "Campanacci" , il tutto , naturalmente , condito con la degustazione di prodotti tipici locali tra cui spicca la salsiccia alla brace . Durante la Settimana Santa il culmine viene raggiunto con la Processione del Venerdì Santo , che parte nelle prime ore del pomeriggio con la bara di Cristo preceduta da fanciulle vestite di bianco in segno di purezza e che recano delle croci dove sono riposti dei germogli di grano ("I Seppulkre"). La bara è seguita dalla statua di San Giovanni Apostolo e , proveniente dal Convento , la statua dell'Addolorata . La processione si snoda per le vie del paese sino all'imbrunire e poi rientra nella Chiesa di San Rocco . Dal 2001 si tiene la "Via Crucis Vivente" il Sabato Santo , con la disponibilità di attori locali e tanti volontari nello splendido scenario del Castello . Si cerca di ricostruire una piccola Gerusalemme in posti caratteristici del paese : l'ultima cena nel Chiostro del Convento di Sant'Antonio , la sofferenza e l'abbandono nell'orto degli ulivi , le accuse dinanzi al Sinedrio sulla gradinata della villa comunale e la condanna sino alla Crocifissione sotto il Castello nella zona delle cantine . 


L'ULTIMA CENA

LA VIA CRUCIS


GESU' PORTA LA CROCE


VERSO LA CROCIFISSIONE


GESU' POGGIATO SULLA CROCE


LA CROCIFISSIONE

CULTURA , ARTE , MONUMENTI : Cospicuo è il patrimonio di tesori artistici , storici e ambientali conservati a Salandra e nel Convento in particolare : tra i capolavori da ammirare tele , affreschi e statue del '500 e '600 , una statua del Revertera , il Polittico di Simone da Firenze del 1530 , le tele e il Polittico di Antonio Stabile , posto dietro l'altare maggiore , gli affreschi , le statue di artisti napoletani del '600 e tante altre preziose testimonianze di un passato ricco di storia e di cultura . Di particolare rilievo è l'Organo della Cantoria datato 1570 , il più antico della Basilicata e tra i più antichi d'Italia di cui si ha conoscenza , perfettamente restaurato e funzionante . Dalla collaborazione tra la Pro-Loco ed il G.T.S. (Gruppo Teatrale Salandrese) si sono realizzate le commedie in dialetto "Dal vecchio al nuovo" e "Ce Natal a la cas d zi Cicc" . Di particolare rilievo storico ed architettonico le Chiese del Paese (Chiesa Madre , Convento , Chiesa di San Rocco , Chiesa dell'Annunziata , Chiesa della Madonna del Monte) .  


POLITTICO DI SIMONE DA FIRENZE


POLITTICO DI ANTONIO STABILE


CHIESA MADRE


CHIOSTRO DEL CONVENTO


CHIESA DELLA MADONNA DEL MONTE


CHIESA DELL'ANNUNZIATA

 

RISTORANTI E ALBERGHI :

LA SALITELLA HOTEL
Albergo - Ristorante - Sala ricevimenti
S.S. Basentana km 45,500

 

Tel.0835

67 10 85

 

MOTEL BASENTUM
Albergo - Bar – Ristorante
Scalo Salandra FF.SS.

 

Tel. 0835

 67 00 39

 

IL MELOGRANO
Agriturismo - Country Horse - Ristorante Pizzeria
Contrada Arenacchia

 

Tel. 0835

 673 831

 

INFORMAZIONI TURISTICHE:  Pro Loco Salandra  - Corso Dante , 48 - Tel. 0835/673015 - 

IMPAGINAZIONE A CURA DI ROBERTO DI NAPOLI
PAGINA REALIZZATA  A SETTEMBRE 2005

VISITA IL SITO  WWW.PROLOCORUVO.IT

Alcune foto sono state scattate da Antonio Dipersia,e rintracciabile su  www.salandranet.it